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Mediateca Montanari e Biblioteca Federiciana

La bella estate 2015

Incontri con i libri

25 giugno - 27 agosto 2015

 

Anche quest’anno si trascorreranno vacanze all'insegna della lettura: la terza edizione di “La bella estate” propone una serie di incontri, a cavallo tra luglio e agosto, dedicati agli autori del nostro territorio e non solo.

Un proposta della grande editoria ma anche della piccola e piccolissima editoria di qualità, che molto spesso, per motivi di distribuzione, non riesce a raggiungere un pubblico tanto vasto quanto merita.

Il protagonista di “La bella estate” è il libro, in una dimensione di vacanza, dando la possibilità ai lettori di conoscere e confrontarsi con gli autori nostri ospiti.


PROGRAMMA



Positivamente insieme: cinque strategie per trasformare il rapporto con il tuo cane

Giovedì 25 giugno – ore 21.30
Incontro con Davide Marinelli

Nell'affrontare un percorso di educazione con il proprio cane, o anche solo nel cercare di dare un senso al proprio rapporto con Fido, è importante dotarsi di una visione costruttiva e possibilista, sopratutto nelle situazioni più difficili. Questo libro presenta un approccio flessibile e adattabile a ogni cane e a ogni proporitario, e quindi sia alla pratica quotidiana della vita "a sei zampe" sia all'esercizio di attività cinofile specifiche. Affiancando all'impegno del rinforzo positvo a una prospettiva consapevole sul mondo del nostro amico Fido, modellando ogni comportamento con la giusta chiarezza e il potere di sorprendere, la piena soddisfazione di una vita felice nel rapporto col prorpio cane sarà a portata di mano (e di zampa).

DAVIDE MARINELLI è un professionista della cinofilia le cui competenze, frutto anche di collaborazioni ed esperienze all’estero, spaziano dal training specializzato in diversi ambiti sociali, alla rieducazione comportamentale. Il suo approccio pragmatico si fonda sui principi dell’analisi del comportamento e su una profonda conoscenza dell’etologia del cane e delle dinamiche relazionali con l’uomo.


Il futuro non si prevede, lo si inventa

Giovedì 2 luglio – ore 21.30
Incontro con Claudio Maffei

Il volume è un invito a godere del viaggio sulla strada della vita, di quel percorso che, se ben incanalato verso un obiettivo preciso, spinge a creare, a costruire, a inventare. E, ciò che più conta, non è così importante tagliare il traguardo, quanto apprezzare ogni momento, ogni passo del viaggio che ha portato fino a quel punto. È questo lo spirito con cui l'autore - uno degli esperti più noti, a livello nazionale nel settore della comunicazione - si è messo a collezionare sessantasei spunti di riflessione. Come afferma il titolo del libro, il futuro non è qualcosa da prevedere. Il futuro è qualcosa da costruire giorno per giorno, pezzo per pezzo, godendosi il viaggio come sulla Route 66, quella stessa Mother Road che gli americani, con il medesimo animo dei pionieri, percorrevano con entusiasmo, con fiducia, con spirito di avventura, alla ricerca della propria realizzazione.

CLAUDIO MAFFEI (1952) Formatore, consulente, scrittore. Dialoga quotidianamente con aziende ed enti pubblici per migliorare la loro competitività sul mercato e rendere più piacevole il clima interno. Le sue aree di competenza sono: la comunicazione, la formazione, la motivazione, lo sviluppo delle risorse umane e i nuovi trend. È stato direttore della rivista «Comunico» e ha pubblicato, tra gli altri, Comunicare: un passaporto per il terzo millennio (1999), Le relazioni virtuose (2005), Pensieri, parole, stati d'animo (2008), Stai come vuoi (2010), nonché, con Laura Bogani, Comunicare un partito politico (1990).



Fondotinta

Giovedì 9 luglio – ore 21.30
Incontro con Francesca Tombari

La perfezione, quale più subdola e falsa parola può far vacillare il credo più sentito, parola attorno alla quale uomini e donne si sono uccisi e hanno ucciso tentando di raggiungerla in miti sfalsati dagli umani limiti. Questa è la vita di Monica nato Fabio, il suo percorso di TRANSizione raccontato a due voci, la sua e quella del padre, un cammino con un solo desiderio: raggiungere la "normalità".

 

FRANCESCA TOMBARI è nata a Fano dove vive e lavora, scrivere è una passione a cui non ha mai rinunciato Ha partecipato a diversi concorsi letterari con pubblicazione su varie antologie. Dopo la pubblicazione in e-book de “Il primo giorno di primavera” è uscito in volume “Avrei voluto parlare d’amore”. A ottobre 2014 è uscito il suo primo libro giallo dedicato a Fano "E se un piccione. Le indagini del maresciallo Capalbio" Damster Edizioni.


Giallisti bolognesi

Giovedì 16 luglio – ore 21.30
Incontro con Katia Brentani e Fabio Mundadori

Il figlio del boia - il romanzo è ambientato in Francia nel periodo della pena capitale. Il protagonista è Bastian, figlio di Clément Vailant, boia del paese. Bastian il cui destino sembra segnato. Figlio di boia, il mestiere gli verrà tramandato dal padre. Mestiere infamante per la gente “perbene”, la stessa che assiste alle esecuzioni incitando alla violenza.
Dove scorre il male dieci anni fa. In una notte d’estate, un intero quartiere viene spazzato via.
Oggi. In una piovosa mattina d’autunno due writer vengono giustiziati alle porte della capitale.
Due eventi parte di un enigma che solo il commissario Sammarchi è in grado di risolvere. Sempre se riuscirà a sopravvivere.

KATIA BRENTANI Sono nata e vivo a Bologna. Inizia giovanissima a pubblicare racconti e romanzi brevi sulle riviste “Confidenze” e “Donna Moderna”. Ha vinto numerosi premi letterari. Ha pubblicato libri di fiabe e romanzi. E’ responsabile editoriale della collana enogastronomica “I Quaderni del Loggione” (www.loggione.it) per la Damster Edizioni. Collabora con il giornale online Reno News e la rivista Nelle Valli Bolognesi. Blog: katiabrentani.wordpress.com - Facebook: katia.brentani@facebook.com

FABIO MUNDADORI nasce a Bologna nel 1966, oggi vive a Latina dove si occupa di sicurezza informatica. Scrive di gialli, thriller, fantascienza e horror dando più volte prova di amare la contaminazione tra generi.
Nel 2008 vince il premio al "Garfagnana in giallo". Esordice con l'antologia di racconti "Io sono Dorian Dum" (Ego edizioni 2010) seguito dal thriller dai risvolti horror ambientato nella campagna emiliana Occhi Viola (Ego edizioni, 2012). Tra il 2006 e il 2014 pubblica vari racocnti in diverse antologie. Dal 2012 presiede la giuria del premio Garfagnana in giallo per la sezione libri editi.

I pesci non hanno sentimenti

Giovedì 23 luglio – ore 21.30
Incontro con Michele Petrucci

Rino vorrebbe un’altra vita. Ha pochi amici, un lavoro monotono, un difficile rapporto con il padre. Il ritorno alla natura sembra essere la via di fuga: suggestionato dal Thoreau di Walden, si unisce a una comunità che vive nei boschi rifiutando tecnologia e consumismo. Neo-primitivi contro una civiltà malata. Un nuovo Eden? Non proprio: anche qui c’è un lato oscuro. E Rino capirà a sue spese quanto sia dolorosa la ricerca di un equilibrio interiore. Un graphic novel intenso e amaro, specchio di una generazione confusa e inquieta, opera di una delle voci più originali e mature del fumetto italiano.

MICHELE PETRUCCI è nato nel 1973. Vive e lavora a Fano. Come autore ha pubblicato Keires e Sali d’argento, tradotti anche in Francia e negli Usa, Numeri, Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda e A caccia di rane. Ha realizzato Il vangelo del coyote e la trilogia FactorY in collaborazione con lo scrittore Gianluca Morozzi. Ha vinto un Premio Micheluzzi al Napoli Comicon e collabora con Il Manifesto e Il Corriere della sera.



Tradurre da vicino o da lontano. Come cambia il modo di guardare a un testo se hai a che fare con matreski e samovar o fish and chips

Giovedì 30 luglio – ore 21.30
Incontro con Claudia Zonghetti
Introduce Maura Maioli

"La visione etica del compito del traduttore deriva dalla consapevolezza che si tratta di un compito impossibile, se per esso si intende la capacità di farsi carico di un testo scritto da un autore in una lingua, per consegnarlo, intatto e senza perdite, in un'altra... C'è la difficoltà di passare da una lingua all'altra e c'è la particolare impervietà di certi testi: esiste, infatti, qualcosa di inerente all'opera e del tutto estraneo alle intenzioni o alla consapevolezza dell'autore, una caratteristica che emerge nel momento in cui ha inizio il ciclo delle traduzioni e che, in mancanza di un termine migliore, chiamiamo traducibilità".

Tratto da Tradurre letteratura di Susan Sontag.

CLAUDIA ZONGHETTI nasce a Fano, nelle Marche e fin da piccola dà prova di una certa caparbietà: nonostante il mal d'auto che non le dava tregua, decide di frequentare il liceo linguistico di Urbino, a 50 km dalla sua città, sobbarcandosi due ore di pullman al giorno... Da allora costruisce passo dopo passo la sua brillante carriera di traduttrice ed ha all'attivo numerose bellissime traduzioni di grandi della letteratura russa. In questo momento sta lavorando alla nuova taduzione di Anna Karenina che uscirà nel prossimi mesi per Einaudi.



Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano

Giovedì 6 agosto – ore 21.30
Incontro con Clarissa Mambrini

Il nome di Giorgio Strehler, ritenuto il Regista per antonomasia, è abitualmente associato al Piccolo Teatro, fondato nel 1947, e alla città di Milano. Il suo esordio alla regia, però, avvenne prima, durante la guerra, con due spettacoli rappresentati a Novara. Riscoprire quegli eventi, indagarne le origini e le conseguenze e analizzarne il contesto diventa l’occasione per approfondire un periodo umano e professionale poco conosciuto dell’artista triestino – allora attivo anche come attore e teorico teatrale – nonché la vita culturale di Novara e di Milano e la realtà teatrale italiana della prima metà del Novecento, fra tradizioni dure a morire e novità che faticavano a radicarsi. Con questo libro, anche attraverso documenti riportati alla luce dopo un lungo oblio e grazie ad un nutrito apparato iconografico, si intende valorizzare il breve ma significativo legame fra Strehler e la città piemontese, che fu l’inizio promettente di una lunga carriera.

CLARISSA EGLE MAMBRINI è nata a Novara nel 1984. Ha coltivato interessi artistici fin dall’infanzia, frequentando nella sua città natale l’Istituto Musicale Brera e il Conservatorio Guido Cantelli. Al suo attivo ha alcuni saggi di cinema e teatro, pubblicati dalla EOS Editrice: “Risaia in celluloide”, nel volume “In grembo alla Terra – Affreschi sul mondo contadino” (2007), “C’era una volta il Cinema” e “Su il sipario!”, nell’opera “L’incredibile Novecento – Viaggio italiano nel secolo breve” (2011).  A questo libro, “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”, ha dedicato più di un anno di lavoro.



Questa sera si rappresenta la luna

Giovedì 13 agosto – ore 21.30
Incontro con Matteo Giardini

Il libro di Matteo Giardini su Storie, Autori e personaggi delle Marche per GuaraldiLAB, viene presentato nell’anteprima della versione digitale. Seguirà il libro sui libri dedicati alle Marche da scrittori non marchigiani. La nostra regione negli occhi degli altri: “se guardi all’infinito, mi vedi” (Luigi Pirandello a Marta Abba, tournée marchigiana del 1926).

MATTEO GIARDINI (Pesaro, 1966) è uno studioso di letteratura in Italia, un interprete e operatore culturale. Particolarmente attento al nesso geografia e letterature, nonché alla valenza etica e civile della espressione letteraria, ha realizzato numerosi eventi e manifestazioni culturali in cui, attraverso formule e approcci di varia rappresentazione, la parola e le idee sono risultate “il vero spettacolo”.




 

L'arma segreta del Duce. La vera storia del carteggio

Giovedì 20 agosto – ore 21.30
Incontro con Mimmo Franzinelli

Milano, aprile 1945. Si apre la caccia alla borsa di Mussolini, ricolma di documenti selezionati e custoditi gelosamente dal Duce, che da quel materiale si ripropone grandi vantaggi politici. Nel dopoguerra si favoleggia di importantissime lettere di Vittorio Emanuele III, Adolf Hitler, Dino Grandi, Pietro Badoglio, De Gasperi e soprattutto di Winston Churchill. “Per l’Italia valgono più di una guerra vinta” aveva confidato il Duce al gerarca Alessandro Pavolini. Dopo il crollo del fascismo, i documenti autentici si mescolano alle contraffazioni, dando vita a campagne scandalistiche che appassionano gli italiani. Le misteriose lettere riguarderebbero l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940 e l’accordo segreto secondo cui, in caso di sconfitta della Gran Bretagna, Mussolini avrebbe mitigato le pretese di Hitler al tavolo della pace in cambio di concessioni territoriali. Ma cosa conteneva veramente quel carteggio? E cosa nasconde il lucroso mercato di apocrifi maturato nel dopoguerra? Che credito meritano i clamorosi documenti apparsi sulla stampa negli anni Cinquanta e che divennero oggetto di negoziazioni, ricatti, speculazioni tra Italia e Svizzera, Germania e Regno Unito?

MIMMO FRANZINELLI Laureatosi in Scienze Politiche (indirizzo storico) a Padova nel 1979, ha insegnato per diversi anni alla scuola media, per poi dedicarsi alla ricerca storica e alla pubblicazione di diversi libri (dal 2000, quasi uno all'anno). Residente in Valle Camonica, è soprattutto studioso del periodo fascista. Nel 1991 riceve il 2º Premio Acqui storia per l'opera "Il riarmo dello spirito", nel 2000 è insignito del Premio Viareggio per il volume "I tentacoli dell'Ovra". Il 5 dicembre 2002 gli viene conferito l'11º Premio internazionale "Ignazio Silone". Nel 2003 ottiene il Premio Benedetto Croce per il libro Squadristi, nel 2006 il Premio Basilicata per L'amnistia Togliatti e nel 2009 il Premio città di Saluzzo "Walter Botto - Enrico Rossi" per "La sottile linea nera". Fa parte del consiglio d'amministrazione della Fondazione "Ernesto Rossi - Gaetano Salvemini" di Firenze e del Circolo culturale "Guglielmo Ghislandi" di Breno (Bs). È coinvolto nel progetto di ricerca internazionale Occupation in Europe: The Impact of National Socialist and Fascist Rule 1938-1950, promosso dall'European Science Foundation di Amsterdam e dalla Technische Universität di Berlino. 



Dolce terra di marca, fiabe popolari marchigiane

Giovedì 27 agosto –  ore 21.30
Incontro con Laura Borgiani, Flavia Emanuelli, Mirella Mazzarini.

Le fiabe popolari mantengono nel nostro tempo la capacità di incantare. Le innumerevoli trasposizioni e trascrizioni, le opere teatrali, multimediali, i film, in cui vengono continuamente riproposte, testimoniano la loro vitalità. La fiaba parla all’immaginario degli uomini, apre alternative alla realtà quotidiana con un linguaggio schietto, immediato, essenziale. Dolce terra di Marca raccoglie le fiabe marchigiane nel dialetto con cui sono state trascritte dalla viva voce del popolo da parte di studiosi quali Antonio Gianandrea, Guido Vitaletti, Luigi Mannocchi, con accanto una trascrizione nell’italiano corrente per la comprensione di termini dialettali inusitati, a volte sconosciuti. Ogni fiaba è corredata da note di lettura, proposte per cogliere con immediatezza contenuti originali, suggestioni, aspetti di contesto territoriale. Ad illustrare i testi, le immagini curate dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Jesi che hanno interpretato i racconti con una prospettiva di lettura originale e contemporanea.


LAURA BORGIANI, FLAVIA EMANUELLI, MIRELLA MAZZARINI, marchigiane, hanno collaborato, per una specializzazione post-laurea, ad uno studio di analisi sulla fiaba popolare delle Marche. A distanza di anni si sono ritrovate dopo esperienze di lavoro differenti, a lavorare intorno alla fiaba di tradizione marchigiana per riscoprirne il valore e la vitalità. Ne è nato il progetto di favorire la conoscenza e la diffusione di un patrimonio di memoria legato all’identità del territorio.



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